Annali di Storia delle Università italiane - Volume 2 (1998)

Studi

Antonino Ioli
Sulla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Messina dal 1881 ad oggi

[English summary]

 

L'Università di Messina, che tanta fama, sin dalla sua fondazione, aveva riscosso per la preparazione professionale dei docenti, veniva soppressa dopo il 1678 dagli Spagnoli che volevano punire la Città perché era insorta contro di essi e li aveva scacciati ed umiliati per ben quattro anni. Dopo il 1678, quindi, la nostra Facoltà sopravvisse attraverso il ruolo di Accademie che altrove, come nella nostra città, sorgevano con finalità culturali e con funzioni sostitutive dell'Università stessa. Di queste Accademie, quella che è assurta ad un ruolo decisivo ed importante è stata l'Accademia Carolina che consentiva di addottorarsi in "Filosofia e Medicina" e si imponeva all'attenzione del Re Ferdinando II e dei suoi ministri. Infatti, il Ministro Segretario di Stato degli Affari interni preparava la trasformazione dell'Accademia in Università quando con decreto del 17/9/1826 stabiliva di riunire in una sola le Cattedre di Fisiologia e Patologia semiottica ed Igiene altrimenti detta Antipratica, di istituire la cattedra di Materia medica e di impartire nozioni di Filosofia Botanica ai discenti di Medicina attraverso l'insegnamento di Storia naturale. Ed ancora con decreto reale del 4 Aprile del 1832 l'insegnamento di Fisiologia veniva staccato da quello di Patologia. L'Accademia Carolina era così pervenuta ad un livello di alta preparazione didattica al punto che lo stesso re Ferdinando II consentiva "agli individui delle popolazioni appartenenti alla valle di Messina" di potere conseguire la laurea presso l'Università di Catania o di Palermo dopo un triennio svolto presso l'Accademia stessa. Ma i tempi erano maturi e Messina riebbe la sua Università e con essa la Facoltà di Medicina a seguito del decreto del 29 Luglio 1838 di Ferdinando II (esiste tra Messina ed il Re borbonico, che poi bombarderà la città nel 1848, un rapporto di amore e di odio). Rinasce la Facoltà con alcune cattedre essenziali. Infatti, l'art. 5 del decreto così testualmente recita: "La Facoltà di Medicina avrà la cattedra di 1) Medicina pratica 2) Fisiologia 3) Materia medica 4) Istituzioni cerusiche 5) Patologia 6) Clinica cerusica ed ostetricia 7) Anatomia 8) Clinica medica".

All'epoca della reistituzione, le Cattedre predette erano così coperte: Medicina pratica dal dr. Lorenzo Majsano, Fisiologia dal dr. Raffaele Lombardo, Patologia dal dr. Gaetano Caracciolo, Materia medica dal dr. Anastasio Cocco, Clinica cerusica ed ostetrica dal dr. Carmelo Pugliatti, Istituzioni cerusiche dal dr. Natale Catanoso, anatomia dal dr. Antonio Aragona (preparatore alla stessa cattedra era il dr. Domenico Anastasi). Per la cattedra di Clinica medica si sarebbe proceduto al concorso.

Fino a tale epoca, la responsabilità della gestione dell'attività didattica è stata demandata al più anziano tra i docenti universitari. Ma dopo la costituzione del Regno d'Italia saranno imposti alle Università, leggi, regolamenti e statuti.

Volendo osservare globalmente l'attività della Facoltà di Medicina e segnatamente quella di Medicina e Chirurgia dell'Università di Messina, si propone di suddividere schematicamente l'evoluzione della Facoltà stessa secondo i seguenti aspetti:

 

  1. Istituzione della figura del Preside (dalla presidenza Crisafulli alla presidenza Gabbi)
  2. L'Università intesa come centro di sapere (dalla presidenza Vinci alla presidenza Ciaccio)
  3. Sviluppo di insegnamenti specialistici (dalla presidenza Battaglia alla presidenza Livrea)
  4. La Facoltà governata da nuove leggi (dalla presidenza Navarra alla presidenza Santoro)
  5. La Facoltà alla ricerca di una sua identità (dalla presidenza Tomasello ad oggi)

 

Esaminiamo separatamente i diversi momenti.

 

A) Istituzione della figura del preside

La Facoltà viene guidata dopo la costituzione della Unità d'Italia dalla legge Casati che, alla sezione II - Dei Presidi della Facoltà - codifica, sotto il profilo giuridico, la figura dei Presidi, così come espressamente detto nell'art. 160 che recita:

"I Presidi della Facoltà sono nominati dal Re tra i Professori ordinarii o tra i professori emeriti della rispettiva Facoltà. Stanno in uffizio tre (3) anni e sono rieleggibili. Essi esercitano, subordinatamente al Rettore, nelle Facoltà cui sono preposti e sopra gli stabilimenti, che sono annessi alle medesime, l'autorità che questi esercita nell'intiera Università. Convocano le Facoltà, ne presiedono le adunanze e le precedono nelle pubbliche solennità".

La Facoltà di Medicina e Chirurgia si adegua alla legge (Legge Coppino del 15/07/1877), e procede all'elezione del primo Preside nella storia della Facoltà nella persona del prof. Michele Crisafulli, a partire dall'11.1.1881 (v. Foto 1).

Il prof. Crisafulli era ordinario di Clinica Medica, nativo di Savoca, in provincia di Messina, e, come era nella tradizione dell'epoca, era stato più volte inviato, a spese del Municipio di Messina, per perfezionarsi presso l'Ospedale di Salpetrière in Francia. Tale consuetudine aveva anche riguardato altri professori della nostra Facoltà con lo scopo precipuo di consentire il perfezionamento e la più alta qualificazione professionale dei docenti, ai quali veniva affidato il magistero didattico e di conseguenza degli studenti. Occupò la carica di Preside sino al 13 giugno del 1884.

Dal 14.6.1884 fu eletto Preside il prof. Antonio Zincone, ordinario di Anatomia umana normale (che comprendeva l'istologia, l'anatomia descrittiva e l'anatomia topografica). Lo Zincone si diede all'arricchimento del gabinetto anatomico, presso il quale esisteva scarso materiale dottrinario e scientifico e si adoperò perché fosse fornito di microscopi, libri, strumenti per la dissezione. Alla scarsità dei fondi egli sopperì, finché potette, avvalendosi di lezioni private di anatomia. Curò anche la sala settoria ed istituì un laboratorio di ricerche di Istologia normale destinato a tutti gli studenti in generale ed ai medici in particolare. Doveva possedere, anche, delle buone doti didattiche, così come attesta il Fusari che, nel necrologio del prof. Zincone, ricorda come fossero chiare le sue lezioni, che egli soleva protrarre oltre l'orario, e cui faceva seguire la discussione e dimostrazione di preparati freschi e conservati.

D'altronde, a quell'epoca, la basilare disciplina formativa era l'anatomia umana normale, disciplina che sarà vista, sotto quest'aspetto, nel quadro dell'organizzazione didattica della preparazione dei medici.

Dal 17.6.1891 al 3.12.1893 fu Preside il prof. Giuseppe Ziino, ordinario di Medicina legale e di Igiene pubblica, nativo di Oliveri, in provincia di Messina. Autore del "Compendio di Medicina legale e Giurisprudenza medica secondo le leggi dello Stato ed i più recenti progressi della scienza, ad uso dei medici e dei giuristi", studioso di Storia della Medicina, il prof. Ziino dedicò un saggio a "Giacomo Alfonso Borelli, medico e igienista" pubblicato in occasione del 350o Anniversario dell'Università di Messina. Ma la presidenza dello Ziino è stata caratterizzata da una innovazione didattica. Fu infatti il promotore della scissione dell'insegnamento di Igiene da quello di Medicina legale. Così la Facoltà si poteva arricchire di un insegnamento specifico in perfetta adesione ai tempi ed ai progressi dell'Igiene che si era, ormai, nettamente differenziata.

Egli oltre ad essere stato Preside di Facoltà e Rettore ha ben capito, infatti, la necessità di staccare gli insegnamenti, allora congiunti, di Medicina legale e di Igiene, consentendo così di poter fare trattare le due discipline da due docenti diversi (ma bisognerà arrivare all'anno accademico 1902/1903) quando in data 6 novembre 1902, nella relazione letta nell'Aula Magna, il Rettore Vincenzo Lilla comunicherà che "...per generosa iniziativa della Facoltà di Medicina, il Prof. Comm. Giuseppe Ziino, è stata sdoppiata la Cattedra di Igiene da quella di Medicina Legale e questo importante insegnamento avrà quella piena autonomia che gli si addice..." (Foto 2).

A ricoprire tale insegnamento veniva chiamato il Prof. Francesco Sanfelice, a seguito di trasferimento dalla Università di Cagliari.

L'anno 1902 rappresenta, quindi, una data importante per la storia dell'insegnamento dell'Igiene nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Messina e ciò per due fattori:

  1. perché l'insegnamento di Igiene veniva finalmente realizzato indipendentemente ed in maniera autonoma da altri insegnamenti;
  2. perché veniva chiamato a ricoprire la Cattedra il Prof. Francesco Sanfelice il quale presentava tutti i titoli più validi e qualificati per la carica occupata.

Con l'insegnamento di Sanfelice, l'igiene desta notevole interesse tra i discenti perché il Sanfelice stimolerà l'attenzione verso l'etiologia dei tumori, secondo lui, di origine parassitaria.

Egli aveva già proposto nel 1894 la "teoria blastomicetica" partendo dal presupposto che un blastomicete da lui stesso denominato "Saccaromyces neoformans" se inoculato in animali di laboratorio, dava origine, infatti, alla formazione di tumori per mezzo di "tossine enzimo-simili che si fissano sugli elementi cellulari e li stimolano a proliferazione continua". Ed anche il programma di insegnamento impartito in Facoltà appare oggi, a distanza di quasi un secolo, in gran parte attuale.

Ancora, con la presidenza del prof. Ziino, la Facoltà ha applicato un decreto (R.D. del 29.5.1898, n. 219) che istituiva il "Corso bimestrale per aspiranti alle carriere sanitarie". Fu lo stesso Ziino a pronunciare il discorso inaugurale il 26 Aprile 1900, in occasione dell'apertura del Corso di Igiene pratica per gli aspiranti al grado di ufficiale sanitario. Detto Corso aveva già il crisma della multidisciplinarità. Infatti potevano essere ammessi al Corso in questione oltre ai laureati in Medicina e Chirurgia anche quelli in possesso di laurea in Chimica, in Farmacia ed in Medicina veterinaria. La disciplina incaricata dell'organizzazione e della gestione del corso era Igiene, così come stabiliva l'art. 3 del Decreto predetto, che così recita:

"Nelle Università presso le quali, a giudizio del Consiglio Superiore della Pubblica istruzione, l'insegnamento di igiene sia provvisto di sufficienti mezzi dimostrativi e sperimentali, potrà essere istituito un corso complementare di Igiene pratica, sotto la direzione del professore di detta disciplina. Tale Corso durerà almeno due (2) mesi e sarà fatto in tempo, da fissarsi ogni volta dal Rettore della Università".

Dal 4.12.1893 al 23.6.1895 il Preside della Facoltà è il prof. Gaetano Gaglio, ordinario di Materia medica e Farmacologia (Foto 3), più noto per la proposta di un suo schema terapeutico definito "formula di Gaglio". Tale formula era applicabile ai soggetti affetti da malaria (che, a quell'epoca, era abbastanza diffusa) ed era così rappresentata:

Soluzione di chinin-uretano

Cloridrato di chinina gr. 3,00
Uretano gr. 1,50
H2O distillata cc. 3,00
Sciogliere a caldo. Ogni cc. contiene 0,40 di chinin-uretano

Il prof. Gaglio sarà nominato Preside in una seconda tornata dal 26.11.1902 al 5.1.1906. Il rinnovo della carica sarà ripetuto altre volte nel corso della evoluzione storica della Presidenza della nostra Facoltà. Infatti il prof. Giovanni Weiss sarà Preside dal 24.6.1895 al 25.3.1897 e dal 5.2.1914 all'8.2.1917. Il prof. Weiss da Condino, in provincia di Trento, era ordinario di Patologia generale. Aveva combattuto con Garibaldi a Bezzecca, ma soprattutto aveva portato a Messina un importante contributo culturale, essendo stato per tre anni a Berlino in qualità di allievo di Wirchoff. Venne chiamato nella nostra Università nel 1877 e divenne ordinario nel 1881. Anatomo-patologo valente, la Facoltà, sotto la sua Presidenza, potenziò strumentazioni di Anatomia patologica, ma anche la Medicina interna, la Pediatria e la Patologia generale. Esercitò anche la professione e fu Direttore del Brefotrofio della nostra Città.

Ripetendo la formula già sperimentata della reiterazione della nomina, veniva nominato Preside Erasmo Scimemi, per una prima volta, dal 26.3.1897 al 25.3.1902 e successivamente dal 12.5.1923 al 30.11.1928. Il prof. Scimemi, siciliano, era ordinario di Oftalmologia e Clinica oculistica, ed è passato alla storia per essere stato un attento studioso dell'oftalmologia medica (interessante una sua indagine sulla batteriologia dell'ipopion) e dell'oftalmoiatria chirurgica (estrazione di cisticerco subretinico e metodiche per determinarne la sede).

Il prof. Arturo Guzzoni degli Ancarani fu un Preside di transizione (dal 26.3.1902 al 25.11 dello stesso anno) il quale, ordinario di Ostetricia, ginecologia e clinica ostetrico-ginecologica, aveva assistito alla scissione avvenuta nel 1877, dell'insegnamento di Clinica Chirurgica dalla Clinica Ostetrica. Infatti le due cattedre si sono scisse a seguito del Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1877.

Dal 6.1.1906 al 28.12.1908 la Presidenza fu affidata al prof. Gaspare D'Urso, "..insigne figlio di Trapani che, nell'Ateneo di Messina, educando ed operando, illustrava la scienza chirurgica, vittima lacrimata del disastro del 28 Dicembre 1908" (così è riferito sulla stele che la città di Trapani gli ha dedicato).

Sotto la sua guida, la Facoltà ottenne un nuovo orientamento scientifico, poiché era un chirurgo all'avanguardia che effettuava interventi, per l'epoca, arditi come la "doppia cerebellotomia per presunto tumore del cervelletto". Ordinario di Clinica Chirurgica e medicina operatoria, il prof. D'Urso è scomparso sotto le macerie del terremoto del 28.12.1908, analogamente al ricordato prof. Antonio Zincone, al quale è dedicata un'erma nel cimitero di Casalvieri, in provincia di Frosinone (Foto 4).

Mentre la Facoltà di Medicina si distingueva, per merito dei suoi docenti, da altre Facoltà della stessa Università per essere ormai pienamente inserita nei circuiti internazionali scientifici, la Città di Messina veniva a subire i danni di una grossa calamità naturale che la piegherà: il terremoto del 1908.

Ripresa l'attività dopo lo squallore dato dallo sconvolgimento sismico, la Facoltà di Medicina e Chirurgia sarà guidata da un prestigioso Preside, il prof. Umberto Gabbi, da Casteldidone, in provincia di Cremona e non da Bozzolo, in provincia di Mantova, così come, erroneamente si legge in alcuni annuari. Ordinario di Clinica medica, il prof. Gabbi fu un semeiologo di vaglia e non vi è trattato di semeiotica medica edito fino agli anni '40 del presente secolo che non prenda in considerazione il "Segno di Gabbi" rappresentato dal "rumore di soffio arterioso epigastrico ed epatico" (era stato allievo, in Italia, del Federici e poi di Grocco ed in Germania di Gerhardt, V. Leyden e Ziegler). La Facoltà, quindi, conobbe un periodo di splendore essendo la diagnostica sostenuta particolarmente dai sussidi semeiologici, ai quali veniva affidato un compito fondamentale (sono ancora scarse le strumentazioni), ma soprattutto sono fondamentali gli studi infettivologici che Gabbi ha fatto avviare presso la nostra Università. Sono stati così studiati alcuni capitoli importanti dell'infettivologia: l'anchilostomiasi, la malaria, la brucellosi, la dengue, particolarmente presa in considerazione presso la nostra Università. A Messina resterà effettivamente legato perché, nel corso del terremoto già ricordato, ebbe la sventura di perdere la sua unica figlia, ma alla Università ha donato (alla Clinica medica) la raccolta di periodici italiani e stranieri, che riceveva in cambio del "Giornale di Clinica Medica", da lui fondato.

Con il Preside Umberto Gabbi (Foto 5), professore di clinica medica, è interessante sottolineare che la nostra Facoltà è stata strumento della fondazione della medicina tropicale siciliana. In Messina, infatti, Gabbi ebbe modo di rilevare il primo caso di leishmaniosi cutanea e lo dedicò a Battista Grassi. Particolare questo non senza significato in quanto dimostra l'esistenza di rapporti tra Università di Messina (Gabbi) e mondo scientifico internazionale (Grassi); dal Grassi, infatti, egli era stato presentato in occasione della surricordata comunicazione, di cui riportiamo la parte iniziale, poiché il Grassi, nello stesso periodo, si interessava del chiarimento e dello studio dei rapporti tra zanzare e plasmodi e quindi della malaria.

 

Patologia - Il primo caso di bottone d'Oriente in Italia.

Nota del prof. Umberto Gabbi e del dott. Francesco Lacava, presentata dal Socio B. Grassi

In quasi tutti i paesi dove si riscontrarono malati di kala-azar, si osservarono anche casi del cosiddetto bottone d'oriente. Abbiamo scritto in quasi tutti, non in tutti, perché ci consta che vi sono regioni nelle quali l'una malattia è presente, mentre l'altra no e viceversa (Manson).

I paesi nei quali entrambe le forme cliniche si presentano, sebbene con frequenza assai diversa sarebbero l'Egitto, la Tunisia, l'Algeria e la Grecia.

Da quando da uno di noi (Gabbi) vennero osservate in Sicilia e in Calabria alcune affezioni morbose - la febbre di Malta, il kala.azar, la dengue ed il bubbone climatico - che si riscontravano nel vicino Nord Africano, il dubbio che altre malattie di paesi caldi fossero pure presenti, era alimentato dal fatto che si osservavano dei casi clinici, la cui sindrome copiava in tutto od in gran parte quella di altre malattie dei paesi tropicali a noi più vicini.

(estratto da: Atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Resoconti. 1910, vol. II, pag. 301)

 

B) L'Università intesa come 'Centro di sapere'

Dal 1917 fino alla Presidenza Ciaccio, conclusa il 5.12.1952, l'Università viene intesa come 'Centro del sapere'. In tal senso i Presidi che si succederanno, anche perché non sorretti da spinte politiche, orienteranno l'attenzione alla qualificazione dell'attività didattica della Facoltà, nella globalità, e degli Istituti più in particolare.

In questo periodo la Facoltà sarà arricchita da docenti illustri:

Ferraro (Anatomia patologica), Scimemi (Oftalmoiatria e clinica oculistica), Besta (Clinica delle Malattie mentali e nervose), Bosellini (Clinica dermosifilopatica), Ciaccio (Patologia generale), Favaro (Anatomia umana), Purpura (Patologia speciale chirurgica), Cannata (Clinica Pediatrica), Cappellani (Clinica Ostetrica e Ginecologica), Moreschi (Clinica Medica), Lattes (Medicina Legale), Volpino (Igiene), Lombroso (Fisiologia), Puglisi Allegra (Clinica chirurgica e Medicina operatoria). Questo è un periodo felice della nostra Facoltà e senza far torto a nessuno non si può non ricordare, solo per citare alcune discipline, che la Patologia generale conoscerà un docente particolare in Carmelo Ciaccio che orienterà i suoi studi verso l'ematologia ed il metabolismo dei grassi (era esperto in istochimica dei lipidi; la farmacologia verrà insegnata da Gaetano Vinci; l'anatomia patologica dopo Ferraro troverà un valente docente in Filippo Battaglia, il cui magistero didattico è perpetuato fino ai nostri giorni attraverso i suoi Allievi; la clinica medica da Guido Izar.

Saranno Presidi il prof. Gaetano Vinci, farmacologo, dal 9.2.1917 all'11.5.1923, il prof. Scimemi, già ricordato, dal 1923 al 1928, il prof. Pasquale Ferraro, ordinario di Anatomia patologica dall'1.12.1928 al 31.10.1929, il prof. Antonino Contino, ordinario di Clinica Oculistica, dall'1.11.1929 al 31.10.1932; il prof. Salvatore Cappellani, ostetrico, dall'1.11.1932 al 31.12.1934; il prof. Salvatore Maggiore, dall'1.1.1934 al 28.10.1939; il prof. Tesauro, ordinario di Clinica Ostetrica dal 29.10.1939 al 3.11.1943 ed il prof. Carmelo Ciaccio, ordinario di Patologia generale, dal 4.11.1943 al 5.12.1952.

 

C) Sviluppo di insegnamenti specialistici

La Facoltà, nei periodi predetti, è stata guidata dal Regio Decreto n. 674 del 6 Aprile 1924 (Approv. Reg. Sen. Univ.) e dal Testo Unico delle Legge sulla Istruzione Superiore (R.D. n. 1592 del 3.8.1933), ma nel 1944 una revisione importante relativa alle Presidenze di Facoltà è quella che riguarda l'art. 12 del T.U.R.D. del 31.8.1933, n. 1592 che abroga la nomina regia del Preside. Infatti i Presidi della Facoltà sono eletti, a maggioranza di voti, dal Consiglio di Facoltà tra i professori di ruolo della stessa Facoltà, durano in carica un triennio e possono essere rieletti.

Una proiezione decisamente moderna sarà assunta dalla Facoltà a partire dai primi anni '50 e successivi decenni del presente secolo.

In tale fase di sviluppo della Presidenza della nostra Facoltà, si cercherà di qualificare l'attività diagnostico-professionale dei medici e di istituire delle scuole di specializzazione.

Così, sotto la Presidenza, rappresentata dal prof. Filippo Battaglia, ordinario di Anatomia patologica, la Facoltà avvertirà l'esigenza di essere realmente al passo con i tempi e si adopererà verso l'inserimento in Statuto di insegnamenti specialistici e nuovi. Saranno, quindi, istituiti gli insegnamenti, sia pure per incarico o almeno così inizialmente, di Radiologia (e con Cignolini nell'a.a.1954/55 la Facoltà sarà una delle prime a poter disporre dell'apparecchio per cobaltoterapia), di Tisiologia, di Medicina del lavoro, di Anestesiologia, di Neurochirurgia, di Neuropsichiatria infantile, di Microbiologia, di Parassitologia medica.

Ma la Facoltà si caratterizza per l'istituzione delle Scuole di specializzazione per consentire ai medici della nostra Università di poter approfondire gli studi in alcune discipline: le prime specializzazioni istituite sono quella in Clinica Pediatrica, per iniziativa del prof. Salvatore Barberi, in Igiene generale e speciale ad opera del prof. Renzo Vendramini: ma tale scuola sarà potenziata e rafforzata con altre collaterali da parte del prof. Raffaele De Blasi; in malattie infettive per volontà del prof. Letterio Cannavò, e via via verranno tutte le altre fino a raggiungere il numero complessivo attuale di ben 46 Scuole tutte volte alla garanzia dell'arricchimento dottrinario, scientifico e pratico degli utenti tutti. La Facoltà oggi assicura inoltre l'espletamento di dieci corsi di perfezionamento e di cinque Scuole dirette a fini speciali (per Tecnici di anestesia e rianimazione; Disegno anatomico; Strumentisti di sala operatoria; Tecnici della riabilitazione psichiatrica e psico-sociale, Terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva).

Il periodo predetto ha visto presidi il prof. Battaglia, Preside per una seconda volta dall'1.11.1958 al 31.10.1960, il prof. Domenico Antonio Pisani, dall'1.11.1955 al 31.10.1958, il quale può essere considerato, per la Facoltà e per l'Università, il fondatore delle Neuroscienze, il prof. Luigi Carmona, ordinario di Clinica chirurgica, preside dall'1.11.1960 al 31.10.1969; il prof. Salvatore Barberi, ordinario di Clinica Pediatrica, preside dall'1.11.1969 al 31.10.1972 ed il prof. Gaetano Livrea, ordinario di Fisiologia Umana, preside dall'1.11.1972 al 31.10.1975.

 

D) La Facoltà governata da nuove leggi

Negli ultimi decenni l'Università e, a fortiori, la Facoltà di Medicina e Chirurgia sono governate da nuove normative. Si fa riferimento al D.L. 1.10.1973, n. 580, convertito in Legge 30.11.1976. n. 766, intitolato "Provvedimenti urgenti per l'Università: Stabilizzazione dei professori". Compito dell'applicazione, non facile, di tale legge è stato quello affidato al prof. Salvatore Navarra, ordinario di Chirurgia generale, Preside dall'1.11.1975 al 31.10.1981.

Il prof. Agatino Santoro, ordinario di Anatomia umana normale, Preside dall'1.11.1981 al 31.10.1993 (oggi detiene la palma della più lunga militanza di Preside di Facoltà) ha applicato il D.P.R. 11.7.80, n. 382 ed il D.P.R. 27.7.1987. Tab. 18 ed è stato inoltre il promotore della istituzione del Corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria.

 

E) La Facoltà alla ricerca di una sua identità

Il prof. Francesco Tomasello, ordinario di Neurochirurgia, in carica dall'1.11.1993 a tutt'oggi, è il 25o Preside della Facoltà.

La sua Presidenza è caratterizzata dal momento più difficile e più oscuro di tutta la Facoltà. Egli sta assistendo ad un momento di identità della Facoltà e particolarmente alla evoluzione storica della stessa Facoltà attraverso vari momenti innovatori e, proprio per questo motivo, storici:

  1. la creazione della Azienda Policlinico Universitario (A.P.U.);
  2. l'applicazione del nuovo Regolamento dell'intero Ateneo e quindi della Facoltà stessa;
  3. l'istituzione di ben dodici Diplomi Universitari rispondenti alle esigenze scientifiche della Facoltà ed alle richieste professionali provenienti dal territorio.

Ma alla difficoltà del momento di transizione, corrispondono le indubbie attitudini manageriali del Preside Tomasello e la partecipazione costruttiva della Facoltà intera consapevole del ruolo ad essa affidato.

 

Antonino Ioli
(Università di Messina)

Bibliografia:
Annuari dell'Università degli Studi di Messina

 

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