1 Informazioni sintetiche sui Musei dell'UniversitÓ di Parma sono reperibili nella pubblicazione curata dal Servizio Musei: AA.VV., I Musei dell'Ateneo. Didattica-Educazione Scientifica, Parma, Grafiche STEP, 2000; notizie importanti sono reperibili in Carlo Antinori-Maria Cristina Testa, UniversitÓ di Parma. Storia di un millennio, Parma, Maccari, 1999.

2 Nonostante le difficoltÓ segnalate i musei scientifici universitari occupano un posto importante nel panorama museale italiano; cfr. Emanuela Reale, I Musei scientifici in Italia. Funzioni e organizzazione, Milano, Franco Angeli, 2002.

3 Durante la Giornata di studio sui Musei Universitari, svoltasi a Parma il 28 ottobre 2004, Ŕ stata evidenziata questa grave situazione del personale dei Musei degli Atenei italiani.

4 Guillaume Du Tillot o Dutillot; cfr. Gustavo Marchesi, Storia di Parma, Roma, Newton Compton, 1994, p. 123.

5 Cfr. Antinori-Testa, UniversitÓ di Parma, p. 123.

6 La storia dell'Orto botanico Ŕ stata ricostruita in Fausto Lona-Ida Maria Gandini-Maria Grazia Corradi, Il verde a Parma. Aspetti significativi della cultura e della botanica in Parma, Parma, Banca del Monte, 1981; cfr. anche Fabrizia Fossati-Maria Augusta Favali (a cura di), Guida all'Orto Botanico, Parma, Centro Grafico UniversitÓ, s.d.

7 Maria Augusta Favali-Fabrizia Fossati, Giambattista Guatteri, fondatore dell'attuale Orto Botanico di Parma, Parma, La Zincotecnica,1993.

8 Circa la attribuzione del progetto delle serre al Petitot ed alla sua scuola, cfr. Giuseppe Cirillo, Ennemond Alexandre Petitot Lyon 1727-1801 Parma, Parma, Step, 2002, p. 253-4.

9 Al Passerini sono stati dedicati due convegni: Nel centenario della morte di Giovanni Passerini (1816-1893), a cura di Maria Grazia Mezzadri,Parma, Museo storia naturale UniversitÓ Parma, 7/1 (1994), p. 1-160, e AA.VV., Giovanni Passerini. Naturalista, fitopatologo e ricercatore guastallese dell'Ottocento, Atti del Convegno (Guastalla 1998), Reggiolo (R.E.), Tipolito Lui, 1999. Un busto del Passerini si trova presso la Scuola di Botanica, un altro Ŕ conservato in San Rocco con la scritta:«A/ Giovanni Passerini/ botanico illustre/ ai nazionali e agli stranieri/ maestro di crittogamia/ e in afidologia/ amici colleghi discepoli/ scienziati ammiratori/ posero/ 1816-1893».

10 Giovanni Passerini, Flora dei contorni di Parma, Parma, Carmignani, 1852.

11 Notizie pi¨ dettagliate sul Museo di Storia naturale e la sua storia possono essere trovate nei seguenti lavori: Vittorio Parisi, Riscopriamo i Musei d'Italia. Storia Naturale a Parma, Milano, Atlante, 1(1991), p. 44-47; Giancarlo Gonizzi-Vittorio Parisi, Guida al Museo di Storia Naturale. Parma Club, 3(1994), p. 42-47; Vittorio Parisi, Quell'Africa vicino al Po. Il Museo di Storia Naturale di Parma. Bologna, «IBC: Informazioni Commenti Inchieste sui beni culturali», 4/6 (1996), p. 58; Cristina Aimi, Il Museo di Storia Naturale. Un patrimonio della cittÓ. «Parma Dove?», 10 (2002), p. 4-15; Amedeo Benedetti-Bruno Benedetti, Gli archivi della Scienza. Musei e Biblioteche della Scienza e della Tecnologia in Italia, Genova, Erga Ed., 2003.

12 o Fourcaud: cfr. Henri BÚdarida, Parma e la Francia (1748-1789), a cura di Andrea Calzolari-Armando Marchi, Parma, Segea, 1986, p. 402. Notizie su Fourcault si trovano in: Cristina Pezzini, Clemente Bernini e la figlia Rosalba: novitÓ icologiche ed artistiche sulla ornitologia dell'Europa meridionale. «Aurea Parma», 83/2 (1999), p. 197-210.

13 Allo Strobel venne dedicato presso l'UniversitÓ di Parma un convegno: Pellegrino Strobel (1821-1895). Omaggio nel centenario della morte, a cura di Maria Grazia Mezzadri, Parma, Museo storia naturale, UniversitÓ di Parma, 9 (1998), p. 1-600; esso mise in evidenza la complessitÓ e il valore del grande naturalista. In San Rocco Ŕ conservato il busto di Strobel con una scritta riprodotta nel volume commemorativo. Presso il Museo di Storia naturale Ŕ conservato il ritratto eseguito dal figlio Daniele. Un ritratto di Strobel Ŕ inserito nella galleria di ritratti dei rettori dell'Ateneo (ove sono conservati anche quelli di altri naturalisti che furono rettori, come Pigorini, Andres e Pelosio).

14 Carlo Bellavere-Elisabetta Peretti, Revisione, catalogo e distribuzione al 1878 dei Molluschi viventi nel versante settentrionale dell'Appennino dal Tidone al Secchia della Collezione Strobel, Parma, Museo di storia naturale, UniversitÓ di Parma, 1/2(1984), p. 53-108.

15 Pellegrino Strobel, Il Gabinetto di Storia Naturale della Regia UniversitÓ di Parma, Parma, Tip. Rossi, 1884. In questo, come in altri casi, le collezioni sono indicate con il nome delle catalogazioni del tempo.

16 Pellegrino Strobel, Museo Zoologico Eritreo Bottego. Guida, Parma, Battei, 1891.

17 L'importanza che ebbe il Museo Bottego pu˛ essere apprezzata dalla lettura di: G. Ongaro, Il Museo Zoologico Eritreo "Vittorio Bottego" di Parma, «Annali Africa Italiana», 5/2 (1942), p. 469-473.

18 Vittorio Parisi, Le ali delle farfalle. Guida alla Sala Don Boarini. Cavriago, Studio Planorbis, s.d. (pubblicato nel 2002 in occasione dell'inaugurazione della Sala).

19 Nel "Corridoio d'onore" del Palazzo San Rocco, ove sono esposti i busti di diversi personaggi accademici importanti, vi Ŕ quello di Pietro Pigorini, con la seguente scritta: «Pietro Pigorini / per trenta quattro anni / esimio insegnante / di astronomia, calcolo, fisica / in questo Ateneo / fond˛ l'Osservatorio Meteorologico / rinnov˛ l'Astronomico-1833-1891». Un ritratto dello stesso si trova, come giÓ ricordato, in rettorato nella galleria dei rettori dell'Ateneo.

20 Un esame dettagliato delle collezioni di vertebrati del Museo Paleontologico si trova in: Franco Cigala Fulgosi, I vertebrati del Parmense-Piacentino conservati nel Museo Paleontologico Parmense, «L'Ateneo parmense. Acta Naturalia» 16/2 (1980), p. 103-115.

21 Notizie dettagliate sulla consistenza delle collezioni paleontologiche, geologiche e mineralogiche verso la fine dell'Ottocento si trovano in Strobel, Il gabinetto di storia naturale. Notizie sul Museo paleontologico parmense e sulla figura di Sergio Venzo sono reperibili in: Giuseppe Pelosio, Ricordo di Sergio Venzo, Parma, STEP, 1980 (Scritti degli Istituti di Geologia, Paleontologia, Geografia, Petrografia e Giacimenti Minerari, Mineralogia).

22 Vedi nota 15.

23 La tecnica delle cere ebbe un centro importante in Bologna ed il Susini ne fu uno dei protagonisti: cfr. Maurizio Armaroli, Le cere anatomiche bolognesi del Settecento, Bologna, CLUEB, 1981.

24 Notizie sulla Scuola di Veterinaria e sul Museo di Anatomia veterinaria si trovano in: Giorgio Morini-Rino Panu, Museo Anatomico della FacoltÓ Veterinaria di Parma (La figura storica di Alessio Lemoigne), «Annali FacoltÓ Medicina Veterinaria di Parma», 22 (2002), p. 341-350. In San Rocco Ŕ conservato il busto di Delprato con la scritta: «A Pietro Delprato / zoojatra insigne / fondatore / della scuola veterinaria parmense / i colleghi i discepoli / gli amici / posero / 1881».Le collezioni veterinarie vennero per diverso tempo utilizzate soprattutto in relazione alla ricerca ed alla didattica universitaria, come del resto avveniva anche in altri Atenei; cfr. AA.VV., Bologna. Musei di Veterinaria, Bologna, Calderoni, 1984.

25 Vedi nota precedente.

26 L'impegno nella divulgazione della cultura scientifica dei Musei dell'Ateneo Ŕ documentata, fra l'altro, dalla rilevante partecipazione di queste strutture alla "Settimana" del Ministero: ad esempio nel periodo 1993-96 le iniziative dei Musei sono state il 59% di quelle complessive dell'UniversitÓ ed il 51% di quelle svolte a Parma.

27 Vengono indicati: il Dipartimento di attuale afferenza, la data nota del formarsi dei primi nuclei ed alcuni nomi significativi.

 

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