Annali di Storia delle Università italiane - Volume 11 (2007)

Studi

[English summary]

Maurizio Vitale
La Filologia moderna
(1923/24-1970/71)

 

1. Si intende, con il termine Filologia Moderna, fare riferimento alle discipline che nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale hanno fatto capo al costituito Istituto di Filologia Moderna, ovvero sia alla Letteratura Italiana, alla Filologia Romanza, alla Storia della Lingua Italiana, alla Letteratura Italiana moderna e contemporanea.

All’inizio della Università milanese, 1923-24, le discipline, non ancora accorpate in Istituti, erano limitate alla Lingua e Letteratura Italiana (ivi inclusa la Storia della Lingua Italiana, anche se non sempre esercitata), la Storia comparata delle Letterature Neolatine (insegnamento che assumeva poi il titolo di Lingue e Letterature Neolatine). A partire dall’anno 1936-37 l’insegnamento di Lingua e Letteratura Italiana assumeva il titolo di Letteratura Italiana; e l’insegnamento di Lingue e Letterature Neolatine assumeva il titolo di Filologia Romanza (nell’ambito del quale era incluso l’insegnamento di Storia della Lingua Italiana e talora l’insegnamento intitolato Latino Medievale). A partire dall’anno accademico 1937-38 era istituito per incarico l’insegnamento della Storia della Lingua Italiana, del quale veniva creata la cattedra di ruolo nell’anno 1957-58.

A partire dall’anno accademico 1955-56 le discipline dell’area letteraria, filologica e linguistica venivano accorpate nell’Istituto di Filologia Moderna, al quale facevano capo (sino all’anno 1959-60 in cui si creava l’Istituto di Lingue e Letterature straniere moderne) anche gli insegnamenti della Lingua e Letteratura Francese, Rumena, Spagnola, Ungherese. A partire dall’anno accademico 1960-61 veniva istituito per incarico l’insegnamento di Storia della Critica Letteraria (che doveva tacere dall’anno 1969-70); nell’anno 1965-66 veniva raddoppiata la cattedra di Letteratura Italiana, il cui insegnamento sarebbe stato quintuplicato dall’anno 1970-71. A partire dall’anno 1970-71 era istituito per incarico l’insegnamento di Storia della Letteratura Moderna e Contemporanea del quale veniva creata la cattedra di ruolo nell’anno 1976-77.

2. Nei primi due decenni nella Facoltà di Lettere l’insegnamento della Letteratura Italiana e, complessivamente anche della Filologia Romanza, tenuto da studiosi di alto valore, è dominato dagli indirizzi culturali, sia pur diversamente applicati dai singoli professori, della scuola storico-positivistica, propria dell’Accademia Scientifico-Letterariadi cui l’Università era la prosecuzione, estranea per lo più, se non addirittura avversa, ai fermenti più vivi della cultura nuova permeata dall’idealismo e dalla lezione della estetica di Benedetto Croce. Nel prevalere della cultura erudita e storico-filologica di marca ottocentesca si manifesta spesso una incomprensione e talora un rifiuto della varia nuova letteratura, doviziosa di elementi moderni, del Novecento.

La cattedra di Letteratura Italiana è occupata dal 1924-25 al 1929-30 da Michele SCHERILLO (1860-1930), napoletano, della scuola di Francesco D’Ovidio, già professore della materia nell’Accademia Scientifico-Letteraria,dal 1893-94 come professore straordinario e dal 1897-98 come ordinario. Membro effettivo dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Letteredal 1906 e socio corrispondente dell’Accademia Nazionale del Lincei dal 1922. Erudito e filologo di formazione positivistica, fu studioso e critico prolifico e di viva intelligenza; autore di una storia letteraria Le Origini e lo svolgimento della letteratura italiana (2 vol., 1926) e, fra l’altro, di studi sull’Opera buffa napoletana durante il Settecento (1883), sulla Commedia dell’arte. Studi e profili (1884), sull’Arcadia di Jacopo Sannazaro (edita con introduzione e commento nel 1888), su Giovanni Pontano (1927), su Ippolito Pindemonte e l’Arminio (1892), sul monologo nella tragedia alfieriana (1903), su De Sanctis e le critica (1928-29), e in particolare su Dante (Alcuni capitoli della biografia di Dante 1896); editore, con introduzione e commento, della Vita Nuova e del Canzoniere di Dante (1930), del canzoniere del Petrarca (1925, 4ª ediz.), del Cortegiano del Castiglione (1928), della Gerusalemme Liberata del Tasso (1925, 6ª ediz.), delle Tragedie dell’Alfieri (1925, 2ª ediz.), di opere del Foscolo (Ultime lettere di Jacopo Ortis. Sonetti, Odi, Carmi 1928), dei Canti del Leopardi (1925, 5ª ediz.), della Tragedie e Poesie di Alessandro Manzoni (1925, 3ª ediz.).

Allo Scherillo succede nel 1930-31 sino al 1934-35, nell’insegnamento della Letteratura Italiana,Nicola ZINGARELLI(1860-1935), pugliese, della scuola napoletana di Francesco D’Ovidio, perfezionatosi a Firenze con Pio Rajna e Alessandro D’Ancona e a Breslavia con Adolfo Gaspary. Critico e filologo acuto, aveva tenuto la cattedra di Storia comparata delle lingue neolatine, prima nell’Università di Palermo e poi dal 1916-17 al 1923-24 nell’Accademia Scientifico-Letteraria e quindi dal 1923-24 sino al 1929-30 nella neonata Università milanese. Membro effettivo dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Letteredal 1923.Studioso di formazione positivistica, ma non del tutto indifferente agli indirizzi critici dell’idealismo crociano (come si riconosce specie in qualche saggio dei suoi studi petrarcheschi e leopardiani negli Scritti di varia letteratura 1935), si è occupato di trovatori provenzali (Ricerche sulla vita e le rime di Bernard di Ventadorn 1905; Peire Vidal e le cose d’Italia 1930; e le voci della Enciclopedia Italiana su Amerigo di Belenoi, Amerigo di Pegugliano, Arnaldo Daniello, Bernardo di Ventadorn, Girardo di Bornelh, Bertrando dal Bornio, Ugo Faidit, Falchetto di Marsiglia, ecc.), della letteratuta francese antica (la Chanson de Roland, il Roman de la Rose, Chrètien de Troyesecc), di letteratura spagnola (il Poema del Cid e la Crònica general de re Alfonso il Savio),del Petrarca, dell’Ariosto, del Leopardi, dei quali ha pubblicato con introduzione e commento Il Canzoniere e i Trionfi (1926), l’Orlando Furioso (1934), le Operette morali (1895), ma soprattutto di Dante al quale ha dedicato un’opera complessiva, nella collezione vallardiana degli autori, apparsa nel 1901 e ampliata e interamente rifatta nel 1931 La vita, i tempi e le opere di Dante. Fu autore altresì di vari studi notevoli, fra i quali Parole e forme nella Divina Commedia aliene dal dialetto fiorentino 1889 e Monti, l’Istituto Italiano e la lingua italiana 1929; e di un fortunatissimo Vocabolario della lingua italiana, apparso nel 1922 e giunto alla 5ª edizione, riveduta ed ampliata, nel 1935.

Alla morte dello Zingarelli la Facoltà chiama a coprire la cattedra di Letteratura Italiana Alfredo GALLETTI (1872-1962), cremonese, della scuola storica carducciana, titolare della materia nell’Università di Genova dal 1910 al 1914, poi di Bologna dal 1915 al 1934, quindi nell’Ateneo milanese dal 1935-36 alla collocazione fuori ruolo nel 1941-42. Socio nazionale dell’Accademia nazionale dei Lincei dal 1947. Firmatario del Manifesto degli intellettuali contro il fascismo e arrestato per la sua opposizione nel 1943.

Studioso di larghissima cultura, ancora improntata ai principi della scuola storica, permeato del gusto classicistico-retorico e fedele ai metodi storiografici ottocenteschi, si pose, svolgendo una attività prodigiosa, spesso rivolta alle letterature straniere europee, in una posizione autonoma contro il romanticismo e la cultura germanica e contro l’idealismo crociano, negando altresì validità a taluni nuovi indirizzi letterari novecenteschi. Tra le sue opere maggiori, a comprova della sua ininterrotta operosità, oltre agli Studi di letterature straniere (1903) e agli Studi di letteratura inglese (1928), vanno citati i lavori: Gerolamo Savonarola (1912); Mitologia e germanesimo (1917); La poesia e l’arte di Giovanni Pascoli (1918; 1947); Manzoni: il pensatore e il poeta (1927; con il titolo Manzoni 1941); Poeti, poesia e storia (1926); L’opera di Giosuè Carducci (1929; 1948); Teorie di critici ed opere di poeti (1930); e i saggi Fra Giordano da Pisa predicatore del sec. XIV (1988), Berchet (1951), Manzoni e il manzonismo (1949); infine i ponderosi volumi della collezione vallardiana, nella collana dei generi, L’Eloquenza in Italia dalle origini al sec. XVI (1938) e, nella colllana dei secoli, Il Novecento (1939).

La cattedra di Filologia Romanza (col titolo prima – s’è detto – di Storia comparata delle Letterature neolatine e poi di Lingue e Letterature neolatine) è coperta dall’inizio dell’Università (1923-24) all’anno accademico 1929-30, da Nicola ZINGARELLI, già professore della disciplina nell’Accademia scientifico-letteraria, della cui attività di studioso si è già discorso.

Succede allo Zingarelli (sulla cattedra prima con il titolo di Lingue e Letterature neolatine e poi dal 1935-36 con il titolo di Filologia Romanza) Angelo MONTEVERDI (1886-1967), cremonese, scolaro di Francesco Novati, perfezionatosi poi con Ernesto Monaci a Roma, con Heinrich Morf a Berlino, con Paul Meyer a Parigi e con Pio Rajna a Firenze, che aveva tenuto la cattedra di Filologia Romanza nell’Università di Friburgo dal 1922 al 1930, chiamato nell’Ateneo milanese nel 1930-31, dove insegna sino all’anno accademico 1942-43, prima del suo trasferimento alla Università di Roma dal 1943-44. Socio corrispondente dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere dal 1938; socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei dal 1947 e nazionale dal 1954 e poi presidente dell’Accademia dal 1964 al 1967.

Filologo esperto e sicuro, medievalista erudito, critico finissimo, il Monteverdi, pur formatosi alla scuola positivistica del Novati, inizia ad avvertire l’influenza della critica idealistica, mantenendosi comunque, nella sua attività critico-filologica, in una posizione culturale indipendente e appartata. Studioso della letteratura medievale di Provenza (i trovatori: Pier d’Alvernia ecc.) e di Francia (La lasse épique ecc.); della letteratura spagnola (Lope de Vega, Calderon de la Barca); di Jacopone (Jacopone da Todi poeta), dei poeti siciliani (Giacomo da Lentino e Cielo d’Alcamo, Pier della Vigna, Re Enzo, re Giovanni), dei testi delle origini italiane (l’Indovinello veronese, l’Iscrizione volgare di S. Clemente), della letteratura milanese (Bonvesin de la Riva, Galvano de la Fiamma, Pier Candido Decembrio, la cultura milanese nel sec. XIII), della lingua e letteratura a Venezia nel secolo di Marco Polo, della iscrizione ferrarese (Lingua italiana e iscrizione ferrarese; Storia della iscrizione ferrarese del 1135), del Muratori (L. A. Muratori e gli studi intorno alle origini della lingua italiana) in una serie di saggi per lo più raccolti nei volumi Saggi neolatini (1945), Studi e saggi sulla letteratura italiana dei primi secoli (1954), Cento e Duecento (1971); pubblica inoltre, nella collezione vallardiana dei secoli, il volume delle Origini completando l’opera lasciata incompiuta dal Novati (1926); i Testi volgari italiani dei primi secoli (1935; 1948); il Manuale d’avviamento agli studi romanzi (1952) e, a comprova della sua viva sensibilità critica, i Frammaneti critici leopardiani (1967).

L’insegnamento di Storia della Lingua Italiana è impartito nell’anno accademico 1937-38 dal professor Benvenuto TERRACINI titolare della cattedra di Glottologia; e negli anni 1938/1939-1941/42 dal professor Angelo MONTEVERDI titolare della cattedra di Filologia Romanza.

Negli anni precedenti il secondo conflitto mondiale hanno depositato nell’Ateneo milanese la libera docenza di Letteratura Italiana e hanno tenuto i corsi liberi previsti i seguenti professori:

Francesco FOFFANO dal 1924-25 al 1934-35. Allievo della scuola carducciana, docente nelle scuole medie; ha pubblicato nella collezione vallardiana, per la collana dei generi, Il poema cavalleresco 1904; ha raccolto una serie di studi in Ricerche letterarie 1897; ha introdotto e commentato una antologia di scritti sulla questione della lingua italiana Prose filologiche 1908.

Giulio DOLCI dal 1931-32 al 1964-65. Docente nelle scuole medie e insegnante d’italiano in università estere, ha pubblicato, oltre una Storia della letteratura italiana (1951), una serie di opere: G. Galilei nella lotta per la verità (1911); La fede e l’arte di A. Manzoni (1922); Ritratto di U. Foscolo (1929).
Mario MARCAZZAN dal 1932-33 al 1946-47. Docente di italiano nelle Univeristà di Oslo e di Sofia, Provveditore agli studi di Brescia e di Milano dopo la fine della guerra, divenuto ordinario di Letteratura Italiana dal 1952 nell’Istituto Universitario di Ca’ Foscari a Venezia e dal 1966 nella Facoltà di lingue e di letterature straniere dell’Università Bocconi di Milano. Studioso di Dante, del Manzoni, di D’Annunzio e in particolare dell’Ottocento, ha pubblicato Didimo Chierico e altri saggi (1930); Ippolito Nievo e le «Confessioni» (1942); Romanticismo critico e coscienza storica (1955); e ha presentato con introduzione l’opera inedita di Giovita Scalvini, Foscolo, Manzoni, Goethe (1948). È stato incaricato di Letteratura Italiana nella Facoltà di Lettere milanese negli anni intercorsi tra il trasferimento del professor Umberto Bosco e la chiamata del professor Mario Fubini.

Ezio FLORI dal 1933-34 al 1953-54. Critico e scrittore, oltre ad aver studiato il Foscolo e la tragedia ed essersi occupato di critica estetica, ha pubblicato Alessandro Manzoni e Teresa Stampa (1930); Voci del mondo manzoniano (1932); Scorci e figure del Romanticismo (1938); Il figliastro del Manzoni: Stefano Stampa (1939).

Giuseppe CITANNA dal 1936-37 al 1941-42. Titolare di Letteratura Italiana a Cagliari dal 1939 e professore aggregato nell’Ateneo milanese nel 1944-45 a seguito degli eventi bellici, successivamente ordinario della disciplina nell’Università di Trieste. Di formazione e impianto critico crociano, ha pubblicato La poesia di U. Foscolo 1920 (1947); Il Romanticismo e la poesia italiana dal Parini al Carducci 1935 (1949); Giosuè Carducci (1956); e una Storia della letteratura italiana (1949) in 3 volumi.

Mario APOLLONIO dal 1936 al 1940-41. Docente di italiano nell’Università di Oslo, è titolare di Letteratura Italiana nell’Università Cattolica di Milano dal 1939-40; incaricato nella stessa Università di Storia del Teatro dal 1954 al 1967 e dal 1966 al 1977 di Filologia Dantesca. Ha pubblicato Storia della Commedia dell’Arte (1930); Alfieri (1930); L’opera di C. Goldoni (1932); Storia della letteratura del Duecento (1934); Storia della Commedia di Dante,1964 (3ª ediz. 2 vol.); La letteratura dell’età barocca (1960). Ha edito, con introduzione e commento, le liriche e le tragedie del Manzoni (1940), le opere dell’Ariosto (1944), la Commedia italiana da Cielo d’Alcamo al Goldoni (1947).

Negli anni accademici 1937/38-1948/49 è Lettore di italiano presso la cattedra di letteratura italiana Giovanni Antonio GERVASONI. Studioso di impronta classicistica di qualche merito; ha pubblicato, tra l’altro, Angelo Mai (1924); L’Epistolario di A. Mai (1937); G. Leopardi filologo e poeta nei suoi rapporti con A. Mai (1936); Linee di storia della filologia classica in Italia (1929); Studi e ricerche sui filologi classici e la filologia classica in Italia (1929).

3. Negli anni della seconda guerra mondiale e del primo dopoguerra gli insegnamenti, sia di Letteratura Italiana sia di Filologia Romanza, subiscono un radicale mutamento di impostazione teorica e critica con la presenza nella Università milanese di studiosi di formazione prevalentemente idealistica, i quali applicano spesso nei loro studi i principi dell’estetica crociana e, per la letteratura italiana, talora accolgono le suggestioni provenienti dalla critica stilistica.

Successivamente si ha la presenza di posizioni storicistiche spesso di impianto marxiano sia nell’ambito dell’insegnamento della letteratura italiana (alle quali si affiancano più limitatamente, con il moltiplicarsi degli insegnamenti dopo la crisi universitaria del 1968, posizioni di diversa provenienza, anche ermetiche) sia nell’ambito della filologia romanza e della storia della lingua italiana.

Per la Letteratura Italiana, dopo la collocazione fuori ruolo di Alfredo Galletti è chiamato sulla cattedra milanese Umberto BOSCO (1900-1987), calabrese, scolaro di Vittorio Rossi e in parte di Cesare De Lollis, che si trasferisce per l’anno accademico 1946-47 nella Università di Roma.Socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Lincei dal 1960 e socio nazionale dal 1971.

Studioso di orientamento storicistico-idealistico, sulla attività del quale hanno agito sia la lezione di Croce, già interpretata da De Lollis in senso filologico e in direzione moderna, sia la lezione più rigorosamente storico-filologica di Vittorio Rossi in direzione medievale e umanistica. Ha esercitato la sua operosità in vari ambiti cronologici e su autori diversi. Ha intanto pubblicato il IV volume delle Familiares di Francesco Petrarca per la edizione nazionale delle Opere del Poeta (i primi volumi era stati editi da Vittorio Rossi); e quindi, sul Poeta, un volume complessivo di rilevante e innovativa impostazione Il Petrarca,1946 (e 1965); ha studiato inoltre l’opera di Dante (Dante vicino, 1966), il Boccaccio (G. Boccaccio: il Decameron, 1929), l’Alfieri (Lirica Alfieriana,1943), il Romanticismo (Realismo romantico,1959) e il Leopardi (Titanismo e pietà in G. Leopardi, 1957); ha scritto vari saggi non raccolti in volume (Sulla religiosità del Tasso,1951; La letteratura del Rinascimento,1953; Romanticismo veneto,1961; ecc.) e numerosi studi accolti nei volumi Aspetti del Romanticismo italiano,1942 (Il Tasso, il Manzoni e i Romantici; Il Tasso come tema letterario dell’Ottocento italiano; ecc.), Realismo romantico,1959 (Un libro sul Verga; Gozzano; Il Belfagor di Morselli; Leopardi Thovez e i crepuscolari; Dal Carducci ai crepuscolari; Tarchetti e i suoi Racconti fantastici; ecc.). Ha edito con introduzione e commento le Poesie e prose scelte di G. Giusti (1936).

Negli anni accademici 1946-47 e 1947-48 l’insegnamento di Letteratura Italiana è tenuto per incarico dal libero docente della Facoltà di Lettere Mario MARCAZZAN, della cui attività e della cui opera si è sopra discorso.

Nell’anno accademico 1949-50 è chiamato sulla cattedra di Letteratura Italiana Mario FUBINI che resta a Milano sino al 1963-64, anno del suo trasferimento nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Dall’anno 1960-61 sino al suo passaggio a Pisa ha tenuto per incarico l’insegnamento di Storia della critica letteraria. Mario FUBINI (1900-1977), torinese, allievo della scuola torinese di Ferdinando Neri, ha insegnato, come incaricato, letteratura italiana nel Magistero di Firenze (1936-37) e poi come ordinario nell’Università di Palermo dal 1937-38. Allontanato dall’insegnamento per motivi razziali, ha riottenuto la cattedra nel 1945 nell’Università di Firenze e quindi è passato all’Ateneo milanese. Socio corrispondente dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere dal 1953 e membro effettivo dal 1960; socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Lincei dal 1947 e socio nazionale dal 1953.

Studioso acutissimo, di ispirazione crociana, ha originalmente applicato i canoni idealistici nel suo lavoro critico, arricchendo i suoi metodi con la lezione di Leo Spitzer e di Erich Auerbach e dando rilievo, nella caratterizzazione storica degli scrittori, agli elementi dello stile. Ha studiato tra l’altro, dopo le prime esperienze sulla letteratura francese (Jean Racine e la critica delle sue tragedie,1925; 1946), la letteratura del Rinascimento (Studi sulla letteratura del Rinascimento 1971), il Tasso (La canzone del Metauro e la vita del Tasso,1937), la critica stilistica (La critica stilistica e il barocco letterario,1957), Vico (Stile e umanità in G. B. Vico,1946); Alfieri (Ritratto di Alfieri e altri studi alfieriani,1963); la letteratura del Settecento (Arcadia e Illuminismo,1949; Dal Muratori al Baretti. Studi sulla critica e sulla cultura del Settecento,1954; Saggi e Ricordi,1971: Metrica e poesia nel Settecento-Beccaria scrittore-Gli elementi scientifici nel lessico poetico del Parini ecc.); il Foscolo (Ugo Foscolo,1928; Lettura della poesia foscoliana,1954; Ortis e Didimo. Ricerche e interpretazioni foscoliana,1963, ora raccolti in U. Foscolo. Saggi e studi,1978; ha anche pubblicato Le prose varie d’Arte nell’Edizione Nazionale, 1951); il Romanticismo italiano 1953, 1973 (con saggi sul Giordani, sul Berchet, sul Cattaneo, sul Tenca, sul Tommaseo, sul De Sanctis); il Leopardi (di cui ha pubblicato con ricche introduzioni e commento i Canti,1971 con la collaborazione di Emilio Bigi; e le Operette Morali,1973); la critica stilistica (Critica e poesia,1956 con saggi su Spitzer e la critica stilistica-Sulla genesi e storia dei generi letterari)e altresì l’opera dantesca (Il peccato d’Ulisse e altri scritti danteschi,1966) e le forme metriche dal Duecento al Petrarca (Metrica e Poesia,1962).

Al trasferimento di Mario Fubini nella Scuola Normale di Pisa, è chiamato a coprire la cattedra di Letteratura Italiana Gaetano TROMBATORE (1900-1994), siciliano, scolaro di Attilio Momigliano a Catania, professore prima di Italiano nella Università di Debrecen (Ungheria), poi ordinario di letteratura italiana dal 1956 nel Magistero di Salerno, quindi nell’Università di Palermo. Titolare della cattedra di letteratura italiana a Milano dal 1965-66 al 1969-70, anno del suo collocamento fuori ruolo; e incaricato nello stesso periodo dell’insegnamento di Storia della Critica Letteraria, che tace nella Facolta successivamente.

Critico di gusto assai fine e di serio impegno morale nei suoi giudizi letterari, di ispirazione inizialmente crociana e poi sensibile alla lezione del Momigliano nelle analisi psicologiche e a quella del Russo nelle analisi storico-culturali, ha successivamente innervarto la sua posizione di storicismo marxistico con una seria attenzione al fatti storico-sociali. Ha esercitato la sua critica, oltre che su Jacopone (Jacopone da Todi 1925) e sul Poliziano (pubblicando con introduzione e commento passi scelti delle Stanze, dell’Orfeo e delle Rime 1934), sulle Rime del Tasso (1954) e particolarmente sugli scrittori dell’Ottocento (Risorgimento in Sicilia e altri studi sul secondo Ottocento 19622: Riflessi letterari del Risorgimento in Sicilia, Verga, Capuana, De Roberto, Pirandello; e altresì D’Annunzio, Pascoli, ecc.), sul Fogazzaro (Fogazzaro 1976), sul Pascoli (Memoria e simbolo nella poesia di G. Pascoli 1975), sul Manzoni (Saggio sul Manzoni. La giovinezza 1983; La formazione del grande Manzoni 1996; e un rilevante commento ai Promessi Sposi 1980, una introduzione e un ricco commento alle Poesie e Tragedie 1970), sugli scrittori del Novecento (Scrittori del nostro tempo 1959: Moravia, Brancati, Pratolini, Raimondi, Calvino, Gadda, Berto, Rea, Pasolini, Alvaro, ecc.).

Nell’anno della chiamata del Trombatore, la Facoltà raddoppia la cattedra di Letteratura Italiana; la seconda cattedra è coperta per incarico negli anni 1965/66-1966/67 da Antonio Viscardi, ordinario di Filologia Romanza, e negli anni 1967/68-1968/69 per incarico da Sergio Antonielli, assistente alla cattedra di Letteratura Italiana e già coadiutore della materia.

Nell’anno 1969-70 la Facoltà ha chiamato a coprire la seconda cattedra di Letteratura Italiana, tenuta sino ad allora, s’è detto, per incarico interno, Carlo SALINARI (1919-1977), lucano, scolaro di Natalino Sapegno a Roma, dopo aver insegnato nelle Università di Palermo e di Cagliari. Alla fine dell’anno 1971-72 Salinari è chiamato alla Università “La Sapienza” di Roma. Studioso di chiaro e dichiarato indirizzo marxistico, ha rivolto i suoi studi, in particolare, sul ‘realismo’ nell’arte letteraria (La questione del realismo 1958), sul decadentismo (Miti e coscienza del decadentismo italiano 1960), su Dante (Dante e le critica 1968); ha anche pubblicato una Storia della letteratura italiana 1969.

Negli anni 1953/54-1957/58 è stato coadiutore presso la cattedra di Letteratura italiana Sergio ANTONIELLI (1920-1982), quindi assistente straordinario della disciplina dal 1958-59 e ordinario dal 1964-65; incaricato interno di Letteratura Italiana, cattedra II, negli anni 1967/68-1968/69; dal 1970-71 fino alla morte, docente di Letteratura Italiana moderna e contemporanea. Critico e romanziere, di gusto e di cultura, ha pubblicato, oltre a vari romanzi, una antologia della Lirica del Novecento in collaborazione con Luciano Anceschi; gli studi Aspetti e figure del Novecento 1955; La poesia di G. Pascoli 1955; e i saggi Gozzano e la poesia del Novecento 1954, Il primo Vittorini 1955, Luigi Russo e la letteratura conteporanea 1961, Clizia e altro 1966, V. Sereni e gli Strumenti umani 1966, Il gusto figurativo del Parini 1969; e il denso e ricco volume Giuseppe Parini 1974.

Nell’anno 1970-71 è nominato assistente ordinario alla cattedra di Letteratura italiana Vittorio SPINAZZOLA, divenuto poi nella Facoltà ordinario di Letteratura Italiana moderna e contemporanea. Critico di impianto storico-sociologico e di fine sensibiltà, ha pubblicato, fra l’altro, Federico De Roberto e il verismo 1961; Emilio De Marchi romanziere popolare 1971; Il libro per tutti: saggio su i «Promessi Sposi» 1984; L’offerta letteraria 1990; ecc.

Negli anni successivi al secondo conflitto mondiale hanno depositato nell’Ateneo milanese la libera docenza di Letteratura Italiana e hanno tenuto i liberi corsi previsti i seguenti professori:

Mario BONFANTINI 1949/50-1953/54. Allievo della scuola torinese di Ferdinando Neri, ha pubblicato La vita dell’Ariosto 1935, Letteratura italiana del Novecento 1948, ecc.; ed è divenuto poi ordinario di Letteratura Francese nella Università di Napoli e quindi di Torino.

Daniele MATTALIA 1952/53-1981/82. Professore e Preside di scuole secondarie, ha studiato il Carducci, il D’Annunzio e ha commentato con egregia originalità la Divina Commedia di Dante per i Classici Rizzoli 1960.

Ettore BONORA 1954/55-1972/73. Divenuto poi professore di Letteratura Italiana nel Magistero di Torino.Ha pubblicato, tra l’altro, Gli ipocriti di Malebolge e altri saggi di letteratura italiana e francese 1953; Le maccheronee di Teofilo Folengo 1956; Retorica e invenzione. Studi sulla letteratura italiana del Rinascimento 1970; Parini e altro Settecento 1982. ecc.

Dante ISELLA 1957/58-1972/73. Divenuto poi ordinario di Letteratura Italiana dal 1966 nell’Università di Catania, di Pavia e poi del Politecnico di Zurigo. Ha pubblicato La lingua e lo stile di C. Dossi 1958; L’officina della «Notte» e altri studi pariniani 1968; Ritratto dal vero di C. Porta 1973; C. E. Gadda 1984; ha altresì curato numerose edizioni critiche (Parini, Dossi, Gadda, Maggi, Porta, Manzoni, ecc.).

Guido BEZZOLA dal 1962-63, divenuto successivamente ordinario di Letteratura Italiana nella Facoltà. Studioso in particolare di Foscolo, Porta, Manzoni, Tommaseo, ha pubblicato Le Charmant Carlin 1972; Tommaseo a Milano (1824-1827) 1978; Letture ed esegesi portiane 1981; Schede critiche 1989; ecc. e ha edito, oltre il Canzoniere del Petrarca 1976, le opere del Foscolo 1956 (2 vol.) e del Manzoni 1961 (3 vol.) per i Classici Rizzoli.

Emilio MARIANO 1962/63-1969/70. Studioso di letteratura italiana moderna e contemporanea, è stato per i suoi interessi scientifici Sovrintendente della Fondazione “Il Vittoriale” di Gardone del Garda.

Sergio ROMAGNOLI 1966/67-1979/71. Divenuto poi ordinario di Letteratura Italiana nell’Università di Cagliari e poi di Firenze. Ha studiato in particolare il Sette e Ottocento, pubblicando Studi sul De Sanctis 1962, Nievo scrittore rusticale 1966, La buona compagnia. Studi sulla letteratura italiana del Settecento 1983, ecc., il saggio Narratori e prosatori del Romanticismo 1969 e ha curato ed edito le opere di Nievo 1952, degli Illuministi settentrionali 1962 per i Classici Rizzoli, di Beccaria 1958 (2 voll.), de «Il Caffè».

Gennaro BARBARISI 1969-70 divenuto successivamente ordinario nella Facoltà di Letteratura Italiana. Critico e filologo ha pubblicato saggi importanti, fra i quali, Il Porta e la società del suo tempo 1975, Il fine della poesia e le responsabilità del letterato nel pensiero di U. Foscolo 1979, Vincenzo Monti e la cultura neoclassica 1988; ha pubblicato l’edizione critica del Galateo del Della Casa (1991; 1999); le Poesie del Porta 1964; Gli esperimenti di traduzioni dell’Iliade di U. Foscolo 1961-76 (3 vol. nell’Edizione Nazionale); il “Manoscritto” per Teresa (1983) e le Osservazioni sulla tortura di Pietro Verri; ecc.

Sulla cattedra di Filologia Romanza, al trasferimento a Roma di Angelo Monteverdi, è chiamato nell’anno accademico 1942-43 Antonio VISCARDI (1900-1972), veneziano, della scuola padovana di Vincenzo Crescini. Egli, già professore della disciplina come incaricato dal 1934 e come titolare dal 1938 nella Università di Pavia, ha insegnato nell’Ateneo milanese Filologia romanza sino alla sua collocazione fuori ruolo. Ha altresì tenuto per incarico dal 1942-43 al 1952-53 l’insegnamento di Storia della Lingua Italiana e negli anni 1965/66-1966/67 di Letteratura Italiana II. Socio corrispondente dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Letteredal 1949 e membro effettivo dal 1956; socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Linceidal 1956 e socio nazionale dal 1971.

Studioso ispirato alle posizioni teoriche e metodiche dell’idealismo crociano, assunte e interpretate e rese operanti, con fedeltà appassionata e insieme lucidissima, negli studi della disciplina filologica, ha esercitato la sua attività sui temi complessi della civiltà culturale e letteraria italiana, mediolatina e romanza. Oltre ai primi saggi sulla letteratura italiana (Nota sulla letteratura del Rinascimento,1924-25; Petrarca e il medioevo,1925; La poesia religiosa del Magnifico,1927-28; ecc.), i saggi sulla civiltà religiosa nel medioevo (Appunti per la storia della religiosità e della letteratura religiosa in Italia nei sec. XIII e XIV,1928; Saggio sulla letteratura religiosa del Medio Evo romanzo,1932; ecc.), sulla letteratura trobadorica (Intorno al problema delle origini trobadoriche,1933-34; Tradizione aulica e scolastica e la poesia trobadorica, 1934; Studi sul testo di Gaucelm Faidit,1934-35; Gli studi sulla poesia di Bernardo di Ventadorn e i nuovi problemi della critica trobadorica, 1940; La poesia trobadorica in Italia,1948; ecc.), sulla letteratura francese antica (Le canzoni di gesta e i temi tradizionali, le fonti letterarie e diplomatiche, 1937; Il Graal, Giuseppe d’Arimatea, l’abbazia di Glastonbury,1942; La narrativa cortese di tono realistico,1952; ecc.), sulla scuola medievale e la tradizione scolastica (Latinità medievale e tradizione scolastica,1937; La scuola medievale e la tradizione scolastica classica,1938; Le origini romanze e la tradizione letteraria mediolatina,1964; ecc.), su temi di storia della lingua italiana (Il “Quaresimale” di Pavia (1493) di Bernardino da Feltre e i problemi della storia della lingua italiana,1942; Il problema della costruzione nelle polemiche linguistiche settecentesche,1947; ecc.). Ha pubblicato inoltre, nella collezione vallardiana dei secoli, Le Origini (1939; 1964); poi Posizioni vecchie e nuove della storia letteraria romanza (1944); Letteratura d’oc e d’oïl (1952).

Negli anni accademici dal 1963-64 sino al 1969-70 è stata assistenze ordinaria alla cattedra di Filologia Romanza Carla CREMONESI (1913-1987), scolara di Angelo Monteverdi e quindi di Antonio Viscardi, libero docente nella Facoltà dal 1950-51, che sarebbe divenuta poi dal 1976-77, dopo l’insegnamento nelle Università di Venezia e di Trieste, ordinaria della disciplina nella Facoltà milanese sino al suo collocamento fuori ruolo nel 1983-84.

Carla Cremonesi ha rivolto i suoi studi nel campo della letteratura mediolatina (l’edizione con introduzione e commento di Rosvita, Tutto il teatro,1952), della poesia lirica trobadorica e antico-francese (Reminiscenze trobadoriche nella poesia di Clément Marot,1962; Conon de Bèthun, Rambaldo di Vaqueiras e Peire Vidal, 1977; La lirica francese nel Medioevo,1955; ecc.), del romanzo cortese (Jean Renart, romanziere del XIII sec.,1949; A proposito del realismo di Chrètien de Troyes,1982; ecc.), della poesia epica (La Chanson de geste e La Chanson de toile,1943: Enfance Renier canzone di gesta inedita del sec. XIII 1957; ecc.).

Dall’anno accademico 1964-65 è stata assistente ordinaria alla cattedra di Filologia Romanza Anna Maria FINOLI, scolara di Antonio Viscardi, libero docente nella Facoltà dal 1958-59, che sarebbe divenuta successivamente incaricata di Filologia Romanza nell’Università di Macerata e poi nell’Università Cattolica di Brescia e quindi ordinaria di Storia della lingua francese nell’Ateneo milanese.

Studiosa dapprima di lingua italiana (Osservazioni sulla lingua degli Economisti italiani del Settecento1947; Note sul lessico degli Economisti del Settecento1948; La lingua della Vita alfieriana 1958) e poi di lingua francese (il saggio Il Dictionnaire de l’Académie française 1959; e le edizioni Il Roman de Renard di Pierre de Saint Cloud 1957; Guiraudo lo Ros, Poesia 1974; Jehan d’Avennes. Romanzodel XV secolo 1979).

L’insegnamento di Storia della Lingua Italiana negli anni accademici1944/45-1952/53 è impartito da Antonio Viscardi, titolare di Filologia Romanza nella Facoltà. Negli anni 1953/54-1956/57, per incarico come libero docente dal 1953, e dagli anni 1957-58 sino al suo collocamento fuori ruolo nel 1992-93, con la istituziuone della cattedra della disciplina nella Facoltà milanese, come ordinario della disciplina da Maurizio VITALE, milanese, della scuola di Antonio Viscardi; socio corrispondente dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Letteredal 1963 e membro effettivo dal 1973; socio emerito dell’Accademia della Crusca, socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Linceidal 1994 e socio nazionale dal 2001.

L’attività di studioso di Vitale si è esercitata su problemi generali e su singoli autori pressoché di tutti i secoli della storia della nostra lingua, secondo una impostazione culturale strettamente storicistica, attenta ai valori linguistici e letterari e alle situazioni storiche. Fra le sue opere La questione della lingua (1960; 1984); L’oro nella lingua (1986); La veneranda favella (1988); La lingua della prosa di G. Leopardi «Le Operette Morali» (1992); La lingua del canzoniere del Petrarca (1996); La riscrittura del «Decameron» (2002); La lingua di A. Manzoni (1986; 1992; del quale ha anche edito con introduzione e commento Gli scritti linguistici 1990). Ha altresì pubblicato con commento linguistico i Poeti della prima scuola (1951) e i Rimatori comico-realistici del Due e Trecento (1956).

Negli anni accademici 1967/68-1979/80 è stata assistente ordinario alla cattedra di Storia della Lingua Italiana Teresa POGGI SALANI, scolara di Maurizio Vitale, che sarebbe poi divenuta ordinaria della disciplina nella Università di Siena.

Studiosa di larghi interessi culturali, ha lavorato dapprima prevalentemente sul Seicento con contributi diversi sul Magalotti, anche con edizioni commentate delle opere di lui, e sulla tradizione rusticale toscana, in particolare su Buonarroti il Giovane. Quindi sull’italiano regionale con una serie di saggi sia di interesse teorico sia specificamente sulle aree lombarda e toscana. Si è occupata successivamente delle definizione della norma e della lessicografia italiana del Cinquecento e dell’Ottocento, di storia della grammatica, del profilo complessivo della storia linguistica della Toscana, di dialettologia, di singoli autori (Gadda, Verga, Manzoni, Leopardi, Pascoli, Ascoli). I saggi otto-novecenteschi sono ora raccolti nel volume: T. Poggi Salani, Sul crinale. Tra lingua e letteratura, Firenze, Cesati, 2000.

Gli insegnamenti che fanno capo, nell’Ateneo milanese, all’Istituto di Filologia Moderna, impartito da professori ordinari o da professori incaricati, hanno conosciuto negli anni considerati una considerevole fortuna culturale e un ottimo esito didattico; risultati in gran parte confermati negli anni successivi, pur nel grande incremento degli insegnamenti e dei docenti, a seguito delle riforme universitarie conseguenti alle agitazioni studentesche.

Maurizio Vitale
(Università di Milano)


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