Bibliografia: schede

La formazione della classe politica in Europa (1945-1956), a cura di Giovanni Orsina-Gaetano Quagliariello, Manduria-Bari-Roma, Piero Laicata Editore, 2000 (Archivio per la storia dell'associazionismo e delle istituzioni studentesche - La Classe politica, 2), p. 828

Nell'ottobre del 1997, promosso dal Centro di metodologia delle Scienze sociali della LUISS, insieme all'Università Paris X - Nanterre, si è svolto a Roma, nel quadro del programma Connaissance de l'Europe, finanziato dal CNRS, il convegno sulla formazione della classe politica nell'Europa del secondo dopoguerra1, i cui atti sono raccolti nel corposo volume curato da Giovanni Orsina e Gaetano Quagliariello.

Edito nella collana "La Classe politica", diretta dallo stesso Quagliariello – in cui il gruppo di lavoro dell'Archivio per la storia dell'associazionismo e delle istituzioni studentesche ha già pubblicato altri due utili strumenti di ricerca sull'associazionismo studentesco: l'inventario dell'archivio 'artificiale' delle associazioni e rappresentanze studentesche universitarie dal 1945 al 1968 e il catalogo delle riviste studentesche universitarie dalla fondazione dello Stato nazionale al 19682 – il volume registra un primo momento di sintesi di un'articolata attività di ricerca condotta parallelamente, nell'arco di tre anni, da studiosi inglesi, francesi e italiani e proficuamente sfociata nel convegno romano, teso a riannodare i molteplici percorsi di indagine, differenti anche a misura delle specificità storico-politiche delle tre realtà nazionali cui si era deciso di estendere l'analisi.

Seguire ed esaminare tempi, modalità e itinerari di formazione della classe politica in Italia, Francia e Gran Bretagna, avendo assunto come termine a quo della ricerca la fine del secondo conflitto mondiale, ha significato, infatti – spiegano i curatori nella breve Introduzione – tenere nella debita considerazione le peculiarità di ciascuno dei tre Paesi, segnati in modo diverso da quell'evento: «un paese che ha vissuto vent'anni di totalitarismo, uno che ha vissuto il trauma profondo del regime collaborazionista e uno, infine, che è riuscito a mantenersi entro i confini di un sistema liberale e rappresentativo». Esaltando il profilo comparatistico del progetto, si è voluto cogliere il dato differenziale dei singoli casi nazionali – determinato non solo dal diverso impatto della guerra, ma anche dalla circostanza che i tre Stati hanno vissuto processi di trasformazione politica di lungo periodo tali da incidere in modo diversificato sia sulle dinamiche che sui «luoghi di acculturazione e selezione delle élites» – e in base ad esso individuare i possibili caratteri ricorrenti esibiti dalle società democratiche nei processi di ricambio della classe politica.

Osservatorio privilegiato delle dinamiche da ricomporre sono state le organizzazioni giovanili di partito e le associazioni studentesche universitarie, luogo fisico e ideologico di aggregazione, riflessione e 'formazione alla politica' della nuova generazione di giovani intellettuali tra i quali sarebbero stati 'reclutati', nelle diverse realtà nazionali prese in esame, i futuri protagonisti della politica. Da quelle prime esperienze maturate in anni cruciali, «di grande movimento politico» e all'interno di 'spazi' tendenzialmente autonomi rispetto ai partiti, nasceva in Italia la nuova «classe dirigente che in pochi anni sarebbe assurta ai vertici della politica nazionale»3; ma il fenomeno, con una serie di variabili, si manifesta anche negli altri due Paesi studiati in comparazione.

Risolte le questioni di metodo e identificate le «categorie analitiche condivise», è proprio all'approccio comparatistico che viene riconosciuto il merito di decifrare le peculiarità dei singoli casi nazionali.

L'impianto metodologico descritto si rispecchia sostanzialmente nel volume di Atti, articolato in quattro sezioni, che ripropone, con qualche differenza, i contributi delle due giornate romane.

Nella prima sezione trovano posto le 'relazioni di quadro' di Eric Duhamel (La formation de la classe politique. Le cas français, 1945-1956), di Gaetano Quagliariello (La formazione della classe politica in Italia, 1945-1956) e di Duncan Tanner (The Construction of the Political Elite 1945-55: The British Case) che, analizzando i tre distinti casi nazionali, ne rendono evidenti i tratti specifici.

La seconda e la terza sezione sono dedicate l'una alle federazioni giovanili dei partiti politici e l'altra alle associazioni giovanili e studentesche istituite al di fuori di essi, ma parimenti partecipi nel formare e selezionare la classe politica. Mentre i saggi sulle federazioni giovanili dei partiti (Etudiants et jeunes du Rassemblement du Peuple Français (1947-1955) di Bernard Lachaise; La destra studentesca e giovanile in Italia (1946-1956) di Antonio Carioti; Les jeunes modérés et les jeunes radicaux de 1945 à 1956 di François Audigier; La gioventù dei partiti laici in Italia di Alessandro Spinelli; La gioventù socialista in Italia di Annamaria Amato; La Sfio et ses mouvements de jeunesse de 1945 à 1956 di Noèlline Castagnez-Ruggiu; La federazione giovanile comunista: strutture organizzative e cambiamenti statutari nel periodo 1949-1956 di Gilberto Marimpietri) offrono nel loro insieme un quadro piuttosto omogeneo, nel quale sono individuabili elementi comuni alle tre realtà nazionali, più complessa appare la ricostruzione e l'analisi parallela del tema in oggetto attraverso l'immagine restituita dai saggi della sezione successiva. Più ampia, essa raccoglie i saggi di Laurent Bigorgne e David Colon, Foyers et conférences des étudiants catholiques françaises (1945-1956); di Guido Formigoni, L'associazionismo cattolico e la formazione della classe politica in Italia; di Andrea Ciampani, Ambienti e dinamiche dell'associazionismo giovanile cattolico in Italia nella formazione all'impegno politico (1944-1954); di Giovanni Orsina e Gaetano Quagliariello, L'Unuri e la formazione della classe politica italiana; di Didier Fischer e Robi Morder, L'Unef, le mouvement étudiant et le renouvellement des élites politiques en France (1945-1956); di Giovanni Orsina, "Ricostruire con l'unità d'una generazione l'unità della nazione". La nascita dell'Unione goliardica italiana (1945-1953); di Stefano Cavazza, Miti feste e simboli dell'associazionismo studentesco; di Nora De Giacomo, La stampa studentesca dal 1943 al 1956; di Roberto Balzani, I giovani intellettuali e il rinnovamento della politica nella crisi del centrismo. L'esperienza delle riviste di cultura politica (1953-1957); e infine di Barbara Covili, La ricostruzione democratica nella riflessione dei giovani de "Il Mulino".

Da questa terza sezione emergono con evidenza le diversità delle tre vicende nazionali, e in particolare di quella italiana, nel cui ambito l'associazionismo studentesco universitario ha assunto un'importanza ben maggiore che negli altri due Paesi.

La quarta e ultima sezione, intitolata "I luoghi di formazione delle élites politiche", ospita i contributi di Giovanni Tassani (La formazione della classe politica nella Dc) e Sergio Bertelli (Il gruppo dirigente comunista italiano); degli inglesi David Jarvis (The Conservative Party's Recruitment of Youth), Steven Fielding (The Labour Party and the Recruitment of the Young, 1945-70) e Duncan Tanner (The Recruitment of the Parliamentary Labour Party in Britain, 1931-1955); di un nutrito gruppo francese formato da Philippe Buton (La formation de groupe dirigeant communiste français dans l'après seconde guerre mondiale), Anne Marijnen (Connaitre le monde pour le trasformer: la formation des cadres du Pci, 1945-1956), Gilles Le Béguec (autore di due saggi: Les partis organisés et le problème de la relève des générations e Le déclin de la république des avocats), Fabrice D'Almeida (La formation à la rhéthorique dans les partis politiques de la IVe République), e Jean-Yves Dormegen (De l'engagement politique aux conseils d'administration de la finance publique. La formation des dirigeants des administrations parallèles italiennes: 1944-1956) e, infine, l'unico saggio sulla Germania, quello di Michael Ruck (Verwaltungseliten in der alten Bundesrepublik Deutschland. Kontinuität und Wandlungen einer traditionellen Funktionselite), incentrato sulla formazione dell'amministrazione statale tedesca subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Un contributo pervenuto dopo il convegno romano, ma che gli organizzatori hanno voluto inserire negli Atti anche per dimostrare la loro «volontà di allargare ulteriormente lo spettro della comparazione»4.

Come affermano Orsina e Quagliariello, il «volume, in conclusione, presenta i materiali di lavoro di un cantiere ancora aperto», di un viaggio ancora in corso, la cui tappa successiva dovrebbe essere costituita dal convegno parigino della primavera del 2000 dedicato allo stesso tema, ma per il periodo 1956-1968.

M. Antonella Cocchiara

Note

1 Del convegno romano ha dato un ampio resoconto Annamaria Amato nel Notiziario degli «Annali di storia delle università italiane», 4 (2000), p. 298-299.

2 Archivio delle associazioni e rappresentanze studentesche universitarie (1945-1968). Inventario del fondo, a cura di Leonardo Musci-Marco Grispigni, Manduria-Bari-Roma, P. Lacaita, 1995, con Saggio introduttivo di Gaetano Quagliariello [cfr. scheda negli «Annali di storia delle università italiane», 1 (1997), p. 236]; Catalogo delle riviste studentesche e goliardiche (1860-1968), a cura di Nora De Giacomo-Giovanni Orsina-Gaetano Quagliariello, Manduria-Bari-Roma, P. Lacaita, 1999, [cfr. la recensione di Giuseppina Fois, in «Annali di storia delle Università italiane», 4 (2000), p. 186-187].

3 Così Gaetano Quagliariello nel suo contributo su La formazione della classe politica in Italia (1945-1956), p. 71.

4 «Il fatto che l'indagine sia limitata ai casi inglese, francese e italiano, infatti, – osservano i curatori del volume – non ha alcuna giustificazione di ordine metodologico o scientifico, e risponde soltanto a esigenze contingenti» (p. 8).

 

 

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